Antonio D’Amico

Antonio D’Amico è nato a Catania nel 1979 e vive a Milano. È storico e critico d’arte.

  • Direttore e Conservatore dei Musei Civici di Domodossola;
  • Conservatore e Direttore Artistico del Museo Diocesano di Arte Sacra della Diocesi di Nicosia in Sicilia;

Co-fondatore di ARTedISTAgione organizzazione che si occupa di turismo culturale in Italia e all’estero con la caratteristica di far scoprire i luoghi con l’occhio esperto dello storico dell’arte.

Insegna presso la Libera Accademia d’arte Novalia e crede fermamente nel rapporto con gli allievi, fornendo strumenti utili a una migliore comprensione dei dettagli nascosti nelle opere d’arte, convinto che il saper scrutare tra le immagini e riconoscerne i significati, sia d’ausilio a un miglior modo di affrontare la vita e il quotidiano esistere.

Si laurea all’Università degli studi della Calabria presso il corso di Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, con una tesi sul collezionismo cardinalizio di fine Cinquecento e Seicento dal titolo: Il Cardinal di Cosenza. Appunti su Evangelista e le committenze Pallotta.

La tesi ha dato l’avvio alle ricerche confluite nella mostra del 2007 dedicata a Simone De Magistris. Un pittore visionario tra Lotto e El Greco, realizzata presso il Palazzo dei cardinali Pallotta a Caldarola, nelle Marche, dove segue, nel 2009, la mostra dal titolo Le stanze del Cardinale. Caravaggio. Guido Reni. Guercino. Mattia Preti.

Da qui intraprende anche una proficua collaborazione con Vittorio Sgarbi, con il quale ha coordinato e curato diverse mostre sul territorio nazionale.

Compie studi di teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e di psicologia presso l’Università Cattolica di Milano dove, nell’anno Accademico 2005/2006, consegue anche la Scuola di Specializzazione in storia dell’arte moderna e contemporanea con una tesi dal titolo: Tra centro e periferia. I Padri Caracciolini e Nicolò Berrettoni a San Ginesio.

Molteplici sono le mostre che ha coordinato e tra le più importanti si ricordano:

  • Gli occhi di Caravaggio. Gli anni della formazione tra Milano e Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi, Milano, Museo Diocesano 2011;
  • Tintoretto, a cura di Vittorio Sgarbi, Roma, Scuderie del Quirinale 2012;
  • Il Cavalier Calabrese Mattia Preti. Tra Caravaggio e Luca Giordano, a cura di Vittorio Sgarbi, Venaria Reale, La Reggia di Venaria 2013;
  • La Maddalena tra peccato e penitenza, a cura di Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti, Loreto, Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto, Palazzo Apostolico 2016/2017;

Tra le mostre che ha curato, le più significative sono:

  • San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento curata insieme a Vittorio Sgarbi, San Secondo di Pinerolo, Castello di Miradolo, Fondazione Cosso 2014;
  • La pittura di realtà. Caravaggio e i caravaggeschi curata insieme Vittorio Sgarbi, Sassari, Palazzo Ducale 2015;
  • I Santi d’Italia. La pittura devota tra Tiziano, Guercino e Carlo Maratta curata insieme a Daniela Porro, Milano, Palazzo Reale 2017;
  • Seduzione e potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo, curata insieme a Vittorio Sgarbi, Gualdo Tadino, Chiesa di San Francesco, 2017.
  • Il miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo. Giovanni Francesco Guerrieri e Gianluca Quaglia, Monza, Cappella della Villa Reale, 2017-2018.
  • De Chirico De Pisis. La mente altrove, Domodossola, Musei Civici di Palazzo San Francesco, luglio – ottobre 2018.
  • Paolo VI. Il Papa degli artisti, Roma, Museo di Roma – Palazzo Braschi, 2018 – 2019.
  • Balla Boccioni Depero. Costruire lo spazio del futuro, Domodossola, Musei Civici di Palazzo San Francesco, giugno – novembre 2019.