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Il rispetto dell’altro attraverso il dialogo

Scritto da novaliaarte il 24 Luglio 2020

Dopo aver conquistato il primato in campo enogastronomico e in quello dell’imprenditoria d’eccellenza, Alba si candida a diventare capitale dell’arte attenta al sociale.

L’Ente nazionale sordi ha infatti individuato nel capoluogo delle Langhe la città ideale da cui sviluppare una rete di sensibilizzazione, che successivamente coinvolgerà tutta Italia (spingendosi anche oltre confine), sulle persone colpite da problemi di sordità.

Il primo significativo nodo di questa rete sarà un’opera monumentale interattiva, che verrà installata presso l’H Zone di Alba.

Albese sarà anche la firma dell’installazione: l’autore del progetto artistico scelto dall’Ens è infatti Daniele Cazzato, direttore della Libera Accademia d’Arte Novalia (che, da alcuni mesi, ha sede proprio ad Alba), conosciuto in zona soprattutto per “L’angelo dell’alta Langa”, scultura da lui ideata, creata e installata tra le suggestive colline del comune di Bossolasco.

Cazzato, come si è sviluppata questa particolare iniziativa?

«È partito tutto un anno fa, quando sono stato contattato dal presidente italiano dell’Ens, Giuseppe Petrucci, il quale, su segnalazione dell’albese Corrado Avarino, mi chiese se fossi disponibile a realizzare un’opera che rappresentasse a livello nazionale e internazionale la loro grande comunità.

La scelta è ricaduta su di me, perché,oltre a essere un autore “libero”, realizzo progetti artistici anche in chiave sociale».

Quale concetto si intende trasformare in scultura?«Dai numerosi incontri avuti con le sezioni regionali dell’Ens, è emerso come la principale criticità che riguarda la loro realtà sia la solitudine nella comunicazione.

Queste persone, infatti, affinché il dialogo con gli altri possa risultare efficace, hanno la necessità di essere osservate con estrema attenzione».

Quale soluzione ha individuato?«Dopo una lunga fase di progettazione, ho ideato un’opera monumentale, di grandi dimensioni ma estremamente a misura d’uomo e di una città come Alba, che prevede l’interazione del pubblico.

Sarà dotata di un’entrata e di un’uscita e i visitatori, accedendo all’opera, si imbatteranno in una lama di alluminio caratterizzata da un’apertura che consente di vedere solo il volto di chi sta dall’altra parte.

Questa “finestra” riproduce la posizione delle mani assunta nella lingua dei segni per dire: “Se mi guardi, ti ascolto”.

Questo è anche il titolo della scultura».

Come si conclude la “visita” del caratteristico monumento?

«Il visitatore può accomodarsi su di una poltrona sospesa, difronte a cui ne è collocata una identica.

Lo spazio attraverso il quale si può osservare l’interlocutore è maggiore.

Qualsiasi sia il legame che ci unisce alle altre persone, è necessario, quando comunichiamo con loro, essere sinceri e prestare la massima attenzione.

In questo senso, il monumento assume un significato universale».